Giovedì 5 luglio 2018, ore 18:30 - Polo del ‘900, Sala ‘900, via del Carmine 14, Torino

In collaborazione con: Atelier Ideas & Research

Dopo due anni dal fallito golpe e sotto uno stato d’emergenza permanente, il 24 giugno in Turchia si è votato anticipatamente per le legislative e le presidenziali, le prime dopo la riforma costituzionale approvata dal discusso referendum del 2017. Ancora una volta, l’attuale presidente Erdogan - questa volta alleato dei nazionalisti - è il vincitore di una tornata elettorale iniqua e segnata da brogli e irregolarità. Una vittoria che apre le porte a una presidenza con poteri pressoché illimitati.
Nonostante la delusione, l’opposizione può vantare una storica campagna elettorale, contraddistinta da una partecipazione popolare senza precedenti. L’affermazione del partito HDP con il suo ingresso in Parlamento, nonostante le aggressioni subite e la propria leadership ancora dietro le sbarre, prefigura un’opposizione intransigente alle politiche della nuova presidenza.
Tra uno stato di diritto sospeso, oppositori incarcerati e una stampa imbavagliata, quale futuro per questo Paese? Quale opposizione? Quali possibili sviluppi nelle relazioni con l’Italia e l’Europa?

Introduzione a cura della Fondazione Istituto piemontese A. Gramsci

Ne discutono:

Murat Cinar, giornalista turco
Francesco Pongiluppi, Dottore di ricerca in Storia, La Sapienza Università di Roma
Levent Cakir, Rappresentante Italia del partito HDP, corrispondente giornale Atılım
Alessandro Nobili, insegnante, esperto di Turchia, interprete lingua turca

In collegamento da Istanbul:
Chiara Maritato, Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Culture, Politiche, Società

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