Skip to main content

Premi

Premi Sormani

Nel rispetto delle volontà testamentarie di Sormani, la Fondazione bandisce periodicamente due premi internazionali: il “Premio ‘Giuseppe Sormani’ per un’opera edita riguardante la figura e il pensiero di Antonio Gramsci” e il “Premio ‘Giuseppe Sormani’ per un’opera edita di taglio biografico o saggistico sulla figura e la produzione di Pier Paolo Pasolini.

Giuseppe Sormani, nato nel 1903 a Novara e deceduto nel 1994 a Milano, dove si era stabilito con il matrimonio, dopo la laurea in giurisprudenza e una iniziale attività di pubblicista e di dirigente industriale, nei primi anni cinquanta si fece editore, specializzandosi nella pubblicazione (con le sigle “Ultra – Grandi Opere”, poi “Edizioni Sormani”, quindi “Giuseppe Sormani editore”) di opere di consultazione come “Dizionario delle Arti”, “Dizionario grammaticale”, “Dizionario dei sinonimi e dei contrari”, “Dizionario dello Sport”, “Dizionario dei temi musicali”, ed anche “Eros – I capolavori della letteratura amorosa”. Nel 1958 passò ad organizzare e dirigere, per conto dell’Istituto Geografico De Agostini, l’enciclopedia “Il Milione”.
Assiduo di letterati e di artisti, oltre che di innumerevoli iniziative culturali (talvolta anche come promotore o protagonista), Sormani fu un lettore infaticabile, accumulando nella sua lunga vita – e sovente chiosando – più di trentatremila libri appartenenti a materie disparate (ma in prevalenza letteratura, arte e saggistica politica e sociale) e ai più diversi editori, da quelli conosciuti soltanto dai bibliofili a tutti i maggiori del secolo XX: «una raccolta – come egli stesso ebbe a dire – iniziata nell’adolescenza e continuata sempre, la cui idea-guida è stata una ricerca documentata sul nostro tempo». E coerentemente con le linee-guida cui aveva uniformato i suoi interessi di intellettuale, Sormani volle farsi benemerito della cultura, lasciando, per testamento, beni e denaro con destinazioni precise e vincolanti.

Origine dei premi

Sul versante dei libri ne hanno beneficiato la Biblioteca civica novarese “C. Negroni”, la Biblioteca comunale di Orta San Giulio e la Biblioteca dell’Istituto piemontese di scienze economiche e sociali “Antonio Gramsci” di Torino. Alla biblioteca novarese, cui li aveva destinati fin dal 1979 e consegnati lui stesso a blocchi, erano andati 32.000 volumi; alla biblioteca ortese sono andati un centinaio di volumi, anche antichi e preziosi, di interesse locale; alla biblioteca del “Gramsci” sono stati consegnati 1170 tra volumi ed opuscoli, molti anche rari, di argomento storico e politico.
Su un più ampio versante culturale, la volontà di Sormani si è indirizzata, invece, al ricordo e allo studio di Antonio Gramsci e di Pier Paolo Pasolini. Stabiliti fondi adeguati per il finanziamento delle rispettive iniziative, egli ha affidato al già citato istituto torinese “Gramsci” l’onere di istituire «un premio letterario biennale e internazionale intestato a Giuseppe Sormani per un’opera edita nell’anno precedente e riguardante la figura e il pensiero di Antonio Gramsci, anche con riferimento a movimenti politici, sociali e culturali» e «un premio letterario quinquennale e internazionale, pure intestato a Giuseppe Sormani, per un’opera biografica o saggistica edita nei cinque anni precedenti e riguardante la figura e la produzione di Pier Paolo Pasolini».
Alla memoria di Gramsci Sormani ha voluto dedicare anche la sua casa di Orta San Giulio (il borgo lacustre amato come seconda patria), assegnandola al Partito democratico della sinistra-Federazione di Novara, con l’impegno di utilizzarla quale sede di attività di promozione culturale e politica, e prescrivendo di apporre in facciata una targa con la scritta “Casa Antonio Gramsci”.
Alla civica Galleria “Giannoni” di Novara Sormani ha lasciato tre dipinti ad olio di Sergio Bonfantini (fra cui un “Ritratto di Giuseppe Sormani” del 1931), un dipinto ad olio di Franco Francese, un carboncino dello scrittore e storico d’arte Gianni Testori (cui Sormani fu strettamente legato), una grande composizione pittorica di Sebastiano Vassalli e un autoritratto del 1934 di Bettina Pisani, consorte del donatore e pure garbata pittrice.

Dal testamento olografo di Giuseppe Sormani

[omissis]
3°) Istituisco erede nella nuda proprietà dei restanti miei beni, con l’onere di cui infra, la Fondazione “Istituto Piemontese di scienze economiche e sociali Antonio Gramsci con Sede in Torino Via Vanchiglia 3 e precisamente lascio a questo ente: la Fondazione come onere dell’istituzione dovrà, utilizzando gli interessi che matureranno in base al miglior impiego del patrimonio da me lasciato e dopo la consolidazione dell’usufrutto di mia moglie:
1. istituire un premio letterario annuale e internazionale intestato a “Giuseppe Sormani” per un’opera edita nell’anno precedente e riportante la figura e il pensiero di Antonio Gramsci, anche con riferimento a movimenti politici, sociali e culturali.
2. istituire un premio letterario quinquennale e internazionale intestato a “Giuseppe Sormani” per un’opera biografica o saggistica edita nei cinque anni precedenti riguardanti la figura e la produzione di Pier Paolo Pasolini.
Lascio alla Fondazione l’incarico di stabilire esattamente tutte le modalità per la concreta attuazione di tali mie disposizioni.
[omissis]

Premi Gramsci e Pasolini

Premio Gramsci

Premio Pasolini

© 2023 Fondazione Istituto piemontese Antonio Gramsci Onlus | CF 80100170010 | Privacy e Cookie Policy